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Guida ai lavori Femminili: Tutto quello che si può realizzare con un Filo.

Dizionario dell’abbigliamento: C, Cappotto – Caracul

Emporio Neonisi

Cappotti in uso nell’Ottocento
(Dal giornale francese: « Journal des dames et des modes », dei 10 febbraio 1832). Milano, Biblioteca di Brera

CAPPOTTO
Il cappotto, il cui nome deriva da « cappa », e che è assai noto anche con il termine francese di « paletot », è l’indumento invernale con il quale ci ripariamo dal freddo. Generalmente confezionato con tessuto pesante di lana, può essere anche sostituito da pelliccia o da pelle. Il cappotto può essere imbottito per renderlo più caldo, oppure lo si fodera con flanella o con pelo. In origine la parola indicava un indumento militare, e solo alla fine del 1800 si chiamò cappotto l’indumento, fornito di maniche e aderente alla persona, che era stato introdotto, sia per uomo che per donna, dagli Inglesi con la funzione che ha ancor oggi.
Prima di tale epoca si usava i mantello a ruota e senza maniche per difendersi dai rigori invernali: questo era talmente ampio che si avvolgeva parecchie volte intorno al corpo. In origine il cappotto maschile era abbastanza simile nella foggia e nei tessuti a quello femminile ed era diritto e semplice; in seguito i cappotti maschili continuarono a mantenere una linea piuttosto severa, mentre quelli femminili seguirono i dettami della moda variando i colori, la linea, la lunghezza.
Gli ornamenti preferiti furono quelli di pelliccia, ma non mancarono in epoche passate i velluti e i ricami.

CAPPUCCIO
Copricapo di forma appuntita, attaccato al mantello sul collo, che viene poi tirato sulla fronte. Il cappuccio, molto in uso nel Medioevo e conservato da alcuni ordini e confraternite, viene anche oggi spesso applicato a cappotti, pellicce, impermeabili ecc. per protezione del capo contro le intemperie.

CARACUL
Con questo nome si indica una pelle finissima di agnellino asiatico, che ha un pelo assai lucido e setoso, e con cui si confezionano pellicce molto pregiate.
Il termine deriva dalla pecora Caracul da cui si ricava appunto questa pelle, che a sua volta prende il nome dal territorio dove l’allevamento ha avuto origine: il Caracul, posto a 2500 metri di altitudine, nella regione di Bucàra, tra il Turchestan e l’Afganistan.
Oggi la pecora Caracul viene allevata in tutto il mondo e anche in Italia.
Le pelli provengono esclusivamente dagli agnellini e assumono nomi diversi in base alla età degli animali e alle località in cui questi sono stati allevati, ma le denominazioni possono avere anche origini del tutto differenti.
Il loro colore naturale può variare dal nero al grigio chiaro, ma si ottengono anche altre sfumature di tinta, colorandole artificialmente.
I principali tipi di pelli ricavate dall’agnellino Caracul sono:

  • il Breitschwanz (pronunciare: bràitscvanz), il cui nome, di origine tedesca, significa « coda piatta», poiché in realtà la razza Caracul ha una coda corta e appiattita. Indica la pelliccia dell’agnello nato prima del termine o abortito. È la più costosa e quella di misura più piccola; il pelo è rasato e for- ma splendidi disegni e marezzature lucentissime. Con queste pelli si confezionano pellicce di grande morbidezza, ma assai delicate e non molto calde, dì un eleganza raffinata e perciò adatte per il pomeriggio e la sera.
  • L’Astracan: il cui nome proviene dall’omonima città russa situata sul Volga, famosa per i suoi allevamenti di pecore Caracul, è la pelle dell’agnello ucciso nel primo o secondo giorno dopo la nascita. Il pelo è meno lucente e rasato di quello del Breitschwanz, ma è sempre corto e morbido ed ha ricci appena accennati che si alternano a zone marezzate.

C’è poi il cosiddetto «agnellino persiano », chiamato anche dai Tedeschi «Persiàner», il cui nome deriva dal fatto che la Persia aveva in passato il monopolio del commercio con tutta l’Europa di questa pelliccia. È la varietà più robusta di tutte, e quella un po’ meno costosa; si ottiene dall’agnello ucciso tra il 5° e il 10° giorno dopo la nascita e per questo motivo la pelle ha dimensioni maggiori delle altre. Il suo ricciolo è già ben formato e chiuso «a sigaretta»; il valore della pelle dipende dalla lucentezza e dalla disposizione dei riccioli che non devono essere troppo grandi, ma di misura media e uniforme, disposti in magnifici disegni. La varietà più pregiata di Persiano è la « Bucàra » in cui il pelo è particolarmente brillante, tanto da assumere riflessi azzurregnoli. Il nome deriva dall’omonima regione asiatica che, come abbiamo detto all’ inizio, ha dato origine alle pecore Caracul.
Un tempo usate esclusivamente per confezionare pellicce di tono elegante, le pelli della pecora Caracul, specialmente di qualità più robusta, sono oggi utilizzate assai spesso per capi sportivi anche maschili, poiché il loro pelo rasato le rende abbastanza simili a un tessuto. Sono inoltre le pellicce che meglio si adattano alle persone robuste; infatti, non rendono goffa la figura, anzi, la fanno apparire più snella se si sceglie soprattutto il colore nero.

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